mercoledì, 10 maggio 2017
Incontro con il Presidente del Senato della Repubblica On. Pietro Grasso alla Rassegna Teatro della Scuola di Serra San Quirico: la persona, il teatro, la scuola, la legalità.

“Abbiamo bisogno di giovani che spingano gli adulti verso il rispetto della legalità. Spesso, di fronte a un’ingiustizia, i “grandi” lasciano perdere per quieto vivere, e allora, se vedete tentennamenti, siete voi che dovete convincerli. Occorre contrastare con determinazione ogni più piccola illegalità perché è lì che si insinua la mafia”. Così il presidente del Senato Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia, ha parlato il 5 maggio a Serra San Quirico a noi studenti di età diverse e provenienti da differenti città italiane, in occasione della 35a Rassegna Nazionale Teatro della Scuola, organizzata dall’ATGTP Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata. Una visita che ha entusiasmato noi ragazzi perché ci ha permesso di incontrare al di là dell’uomo che fa politica, una persona che crede importante continuare attraverso il teatro il dialogo con le giovani generazioni, dialogo che prima ha cercato attraverso il libro “Liberi tutti. Lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia”.

Alcune scuole, infatti, hanno lavorato proprio sul testo “Liberi tutti” in cui Pietro Grasso ha raccontato la sua esperienza di ragazzino prima e di procuratore nazionale antimafia poi, nella sua amata Sicilia funestata da fatti “sanguinosissimi e terribili”.

Così abbiamo osservato gli studenti che attraverso una performance teatrale hanno messo in scena alcuni momenti della vita dell’ex procuratore antimafia e valori quali il rispetto, l’impegno, la partecipazione, quali antidoti contro la criminalità.

È lo stesso Pietro Grasso ad affermare: ” In un mondo che va veloce il teatro impone la riflessione. Ce lo hanno insegnato i Greci: il teatro educa la società e ad una visione della politica che cerca il bene della comunità […] Il Teatro come rappresentazione di fatti e storie diventa un patrimonio collettivo”.

Gli studenti scesi dal palco hanno poi posto le loro domande al Presidente, una su tutte: “Quando finirà la mafia?”. “Per dirla con Falcone, mio grande maestro, la mafia – ha risposto Grasso – è un fatto umano, e quindi destinata a finire. Occorre però il grande impegno di tutti, istituzioni, cittadini e giovani”.

Poi, sempre citando Giovanni Falcone, di cui ha ricordato i 25 anni dalla strage di Capaci, e soffermandosi su cosa spinge una persona a sacrificare la propria vita e i propri affetti per fare il magistrato al maxiprocesso contro la mafia, ha detto “Il senso del dovere crea la dignità dell’uomo” dalle parole  di J.F. Kennedy: “Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana”.

Sempre su domanda degli studenti, ha affermato che il suo film preferito è “Il padrino”, mentre per il libro ha fatto un riferimento a una frase Paolo Coelho  “sono come il fiume che scorre”.

Grazie alle risposte date a noi studenti, abbiamo compreso la persona, le sue paure, il suo profondo senso di responsabilità verso il proprio lavoro e verso lo Stato. Ci ha raccontato alcuni momenti di vita familiare (l’importanza della moglie, le minacce ricevute e la preoccupazione per l’incolumità del figlio), ma anche dell’incontro con i mafiosi e con i pentiti e delle loro parole. Per esempio, il giovane che per dar da mangiare alla propria figlia decide di lavorare per un boss, che gli assicura sostentamento; cosa che non riesce a fare lo Stato. O l’incontro con un condannato uscito dal carcere prima del previsto e incontrato in un negozio mentre acquistava una tuta per il figlio.

Le parole del Presidente del Senato hanno lasciato molti di noi a riflettere su quanto sia difficile guidare uno Stato, ma soprattutto far sì che l’uomo si rivolga ad esso piuttosto che al crimine.

Così in una mattina di maggio, noi studenti abbiamo incontrato e ascoltato una delle persone che guida il nostro Stato. Questo ci ha permesso di avvicinarci un poco al mondo della politica e di capire che solo coloro che hanno dei valori profondi  e un forte senso di responsabilità possono farne parte.

 

Dalle riflessioni degli alunni della classe III D

Articolo scritto attraverso la scrittura collaborativa (Google Documenti)